La Coscienza
Al di sotto di tutto ciò che sperimentiamo esiste un livello della realtà che non osserviamo mai direttamente: un campo non locale, uno stato quantistico sovrapposto nel quale tutte le possibili configurazioni dell'universo coesistono simultaneamente. A quel livello nulla è realmente separato. Tutto è correlato e ogni possibilità esiste nello stesso istante.
La realtà che percepiamo emerge quando alcune porzioni di questo campo entrano in entanglement, instaurando correlazioni quantistiche stabili. Ciò che sperimentiamo non è quindi il campo stesso, ma la sua manifestazione. Il campo rimane invisibile; visibile diventa soltanto la sua proiezione.
In fisica, la superficie sulla quale questa proiezione prende forma è chiamata orizzonte degli eventi. Non rappresenta semplicemente un confine, ma il luogo in cui l'informazione diventa osservabile e gli eventi assumono la forma dell'esperienza.
Secondo l'ipotesi proposta in questo libro, il processo che rende possibile questa trasformazione è la radiazione di Hawking. Essa può essere immaginata come uno stilo luminoso a due estremità. Una legge le configurazioni di interferenza presenti nel campo non locale; l'altra le trascrive sull'orizzonte degli eventi trasformandole in una rappresentazione coerente della realtà.
Questo meccanismo si basa sulle coppie di particelle quantistiche che si formano continuamente sull'orizzonte degli eventi. Una particella cade oltre l'orizzonte, l'altra si propaga verso l'esterno. Sebbene separate, le due rimangono entangled. L'entanglement non trasporta informazione: mantiene la correlazione tra ciò che viene letto nel campo non locale e ciò che viene proiettato sull'orizzonte, permettendo alla rappresentazione osservabile di conservare la struttura del campo sottostante.
Ciò che appare sull'orizzonte degli eventi è quindi il riflesso del campo non locale reso osservabile come realtà.
Se questo è il modo in cui l'universo trasforma l'informazione in esperienza, è naturale domandarsi se un processo analogo possa esistere anche nel cervello.
Come Manifestare la realtà che vuoi
Nel regno quantico, non c’è separazione. Non c’è nulla di fisico, nulla di materiale, non c’è materia. Tutto ciò che avviene nella realtà tridimensionale è energia, frequenza, vibrazione, informazione. È coscienza. È pensiero… E’ quel campo invisibile di energia del quale Einstein disse “il campo è l’unica forza che governa la particella”. —Non disse che la particella controlla la particella.— Quindi, se potessi cambiare l’informazione nel campo, sarei in grado di influenzare la particella, la materia…
L’atomo è composto per il 99,99999% da energia e informazione. Non c’è praticamente nulla di fisico o materiale lì dentro: appena lo 0,00001% è massa. Quello che percepiamo quando tocchiamo una cosa è un campo elettrico generato dagli elettroni che si trovano in superposizione attorno al nucleo che respinge un altro campo elettrico generato dagli elettroni degli atomi delle molecole che costituiscono le cellule della nostra pelle: è un campo che si manifesta attorno al vuoto che separa quell’infinitesima quantità di massa concentrata nel nucleo dalla sua superficie degli orbitali elettronici. La probabilità che noi vediamo la “verità della realtà” è praticamente zero, perché stiamo osservando soltanto un piccolo spettro di frequenze: la luce visibile, quella dell’arcobaleno che rimbalza su una forma più stabile di energia chiamata materia, ci restituisce percettivamente questo ologramma, questa illusione di separazione che noi chiamiamo realtà ma che in effetti è fatta di vuoto.
Quindi, se usassi un modo per creare dal campo invece che dalla materia, mi avvicinerei alla sorgente e creerei da uno stato di completezza invece che dalla separazione, dovrei essere capace di accedere al campo stesso…
La scienza del silenzio che rigenera
Viviamo immersi in un flusso costante di stimoli visivi, uditivi e cognitivi che mantengono il sistema nervoso in uno stato di attivazione continua. Questo sovraccarico sensoriale, tipico della vita moderna, rende sempre più difficile raggiungere un vero recupero psicofisico. In questo contesto, la deprivazione sensoriale praticata attraverso il floating si configura come una risposta concreta, scientificamente fondata e profondamente efficace per favorire il rilassamento profondo e la rigenerazione dell’organismo.
La deprivazione sensoriale agisce direttamente sui meccanismi neurofisiologici che regolano lo stress e i processi di recupero. Durante una sessione di floating, la drastica riduzione degli stimoli visivi, uditivi e tattili consente al sistema nervoso centrale di abbassare il carico sensoriale, favorendo il passaggio dall’attivazione del sistema nervoso simpatico, tipica degli stati di allerta e tensione, alla predominanza del sistema parasimpatico, responsabile delle funzioni di rilassamento, riparazione cellulare e rigenerazione. In questa condizione, il corpo non deve “fare” nulla per rilassarsi: il rilassamento avviene come risposta fisiologica naturale…

