coscienza, psicologia, fisica quantistica, biologia, fermi Paolo Petracchi coscienza, psicologia, fisica quantistica, biologia, fermi Paolo Petracchi

La Coscienza

Al di sotto di tutto ciò che sperimentiamo esiste un livello della realtà che non osserviamo mai direttamente: un campo non locale, uno stato quantistico sovrapposto nel quale tutte le possibili configurazioni dell'universo coesistono simultaneamente. A quel livello nulla è realmente separato. Tutto è correlato e ogni possibilità esiste nello stesso istante.

La realtà che percepiamo emerge quando alcune porzioni di questo campo entrano in entanglement, instaurando correlazioni quantistiche stabili. Ciò che sperimentiamo non è quindi il campo stesso, ma la sua manifestazione. Il campo rimane invisibile; visibile diventa soltanto la sua proiezione.

In fisica, la superficie sulla quale questa proiezione prende forma è chiamata orizzonte degli eventi. Non rappresenta semplicemente un confine, ma il luogo in cui l'informazione diventa osservabile e gli eventi assumono la forma dell'esperienza.

Secondo l'ipotesi proposta in questo libro, il processo che rende possibile questa trasformazione è la radiazione di Hawking. Essa può essere immaginata come uno stilo luminoso a due estremità. Una legge le configurazioni di interferenza presenti nel campo non locale; l'altra le trascrive sull'orizzonte degli eventi trasformandole in una rappresentazione coerente della realtà.

Questo meccanismo si basa sulle coppie di particelle quantistiche che si formano continuamente sull'orizzonte degli eventi. Una particella cade oltre l'orizzonte, l'altra si propaga verso l'esterno. Sebbene separate, le due rimangono entangled. L'entanglement non trasporta informazione: mantiene la correlazione tra ciò che viene letto nel campo non locale e ciò che viene proiettato sull'orizzonte, permettendo alla rappresentazione osservabile di conservare la struttura del campo sottostante.

Ciò che appare sull'orizzonte degli eventi è quindi il riflesso del campo non locale reso osservabile come realtà.

Se questo è il modo in cui l'universo trasforma l'informazione in esperienza, è naturale domandarsi se un processo analogo possa esistere anche nel cervello.

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