Come Manifestare la realtà che vuoi

Credits to: Dr. Joe Dispenza e Ing. Paolo Petracchi

Nel regno quantico, non c’è separazione. Non c’è nulla di fisico, nulla di materiale, non c’è materia. Tutto ciò che avviene nella realtà tridimensionale è energia, frequenza, vibrazione, informazione. È coscienza. È pensiero… E’ quel campo invisibile di energia del quale Einstein disse “il campo è l’unica forza che governa la particella”. —Non disse che la particella controlla la particella.— Quindi, se potessi cambiare l’informazione nel campo, sarei in grado di influenzare la particella, la materia…

L’atomo è composto per il 99,99999% da energia e informazione. Non c’è praticamente nulla di fisico o materiale lì dentro: appena lo 0,00001% è massa. Quello che percepiamo quando tocchiamo una cosa è un campo elettrico generato dagli elettroni che si trovano in superposizione attorno al nucleo che respinge un altro campo elettrico generato dagli elettroni degli atomi delle molecole che costituiscono le cellule della nostra pelle: è un campo che si manifesta attorno al vuoto che separa quell’infinitesima quantità di massa concentrata nel nucleo dalla sua superficie degli orbitali elettronici. La probabilità che noi vediamo la “verità della realtà” è praticamente zero, perché stiamo osservando soltanto un piccolo spettro di frequenze: la luce visibile, quella dell’arcobaleno che rimbalza su una forma più stabile di energia chiamata materia, ci restituisce percettivamente questo ologramma, questa illusione di separazione che noi chiamiamo realtà ma che in effetti è fatta di vuoto.

Quindi, se usassi un modo per creare dal campo invece che dalla materia, mi avvicinerei alla sorgente e creerei da uno stato di completezza invece che dalla separazione, dovrei essere capace di accedere al campo stesso.

Là dove poni la tua attenzione è anche dove poni la tua energia, e se tu sviluppassi la capacità di togliere tutta la tua attenzione dal tuo corpo, da tutte le persone della tua vita, da tutti gli oggetti e le cose — il tuo cellulare, la tua auto, la tua casa, qualunque cosa — da tutte le relazioni con tutte le persone, da tutti i luoghi in cui devi andare, dal posto in cui sei seduto, dal posto in cui sei cresciuto, dal posto in cui dormi, dal posto in cui lavori, e da tutto ciò che riguarda il futuro prevedibile, dal passato familiare, per stabilirti nel momento presente… allora passeresti dall’essere qualcuno all’essere nessuno; da essere una persona a non essere nessuno; da qualcosa a niente; da qualche luogo a nessun luogo; da un tempo preciso a nessun tempo… suona familiare?

Si, è lo stato theta che si manifesta durante una sessione di Floating…
Quello è il momento della manifestazione della coscienza pura.
Man mano che ti ci avvicini stai ritirando tutta la tua attenzione, tutta la tua energia, da questa realtà tridimensionale, dal conosciuto, per posarla sull’ignoto.

Adesso facciamo un passettino oltre, togliamo l’alone di mistero al processo: eliminiamo tutto ciò che è fisico e materiale nell’universo, togliamo la Terra, togliamo la Luna; togliamo tutti i pianeti e tutte le lune dei pianeti; togliamo il Sole, la luce del Sole, le stelle, tutta la luce delle stelle, le galassie. Togliamo tutto! Cancelliamo tutto ciò che è fisico e materiale.
Che cosa rimane? Niente! Proprio quel nulla che si manifesta a te quando sparisce la luce e la musica all’inizio della tua sessione di Floating.

Poco alla volta, scopri che quel nulla non è affatto vuoto: è colmo di frequenza, energia e possibilità.

Tuttavia non è semplice spiegare il concetto di “nulla” a chiunque sia cresciuto in una cultura profondamente materialista. Eppure, quando riesci a sostare in quello spazio senza un nome, senza un volto, senza un corpo, senza un peso, senza una dieta da seguire, senza una malattia da combattere, senza una professione, senza un’identità da sostenere, senza un passato a cui restare aggrappato… e rimani lì semplicemente come pura coscienza, allora accade qualcosa di profondamente trasformativo nel cervello: le diverse aree cerebrali, che fino a quel momento erano state frammentate e compartimentate dagli ormoni dello stress — quelli che spostano continuamente la tua attenzione da una persona all’altra, da un problema all’altro, da una paura all’altra — iniziano lentamente a calmarsi.

La modalità automatica di funzionamento DMN (Default Mode Network) che ti porta a reagire in modo inconsapevole, perde gradualmente forza. Il cervello smette di comportarsi come una casa divisa contro se stessa: il focus non è più rigido, l’attenzione non è più intrappolata nell’ossessione, e tutti quei problemi che sembravano enormi iniziano a dissolversi insieme allo stato di stress che li aveva generati.

Molte delle sofferenze mentali che viviamo non nascono dalla realtà presente, ma dal continuo rumore prodotto da una mente frammentata e iperattivata.

Quando entri davvero nel silenzio e nel nulla, il rumore mentale generato dallo stress si spegne. Il cervello, liberato dalla continua modalità di sopravvivenza (Fight or Flight), smette di essere frammentato e inizia a organizzarsi in modo coerente: le diverse aree cerebrali si unificano, il sistema funziona in maniera più olistica e l’intero cervello comincia a risuonare alla stessa frequenza: 5÷7 Hz… è lo stato Theta.

Se il cervello rimane abbastanza a lungo in questo stato di coerenza, le diverse onde cerebrali iniziano ad interagire e a sincronizzarsi tra loro in modo sempre più armonico. Questa sincronizzazione produce pattern elettrici più stabili e organizzati, favorendo una maggiore integrazione tra le varie aree del cervello e una sensazione di chiarezza, presenza ed equilibrio interiore.

A quel punto il cervello entra in uno stato di profonda risonanza: le diverse aree cerebrali iniziano a lavorare in armonia, come un’unica rete neurologica integrata. I due emisferi si sincronizzano e nasce una sensazione di unità e completezza interiore.

Quando il cervello passa dalle onde beta — associate allo stress e alla continua attività mentale — a stati cerebrali più lenti e coerenti, produce segnali elettrici più ordinati e stabili. È da questa coerenza che prende forma l’intenzione: più la tua intenzione è chiara, più il cervello è coerente, e più forte e definito diventa il segnale che emetti.

Quindi se decidi di creare a partire dal campo, invece che dalla materia, imparando a entrare in uno stato di pura coscienza e allenando il cervello a diventare sempre più coerente, puoi dirigere intenzionalmente la tua energia verso ciò che desideri creare. Più ti eserciti a mantenere quello stato interiore di chiarezza, presenza e coerenza, più il segnale che emetti diventa forte, stabile e preciso, fino a entrare in risonanza con le possibilità presenti nel campo. È come se la tua intenzione iniziasse a propagarsi attraverso quello spazio invisibile che connette ogni cosa. In quel momento non stai più agendo soltanto come individuo separato dalla realtà: smetti di identificarti esclusivamente con il tuo vecchio “io” e inizi a percepirti come parte della stessa intelligenza creativa, la sorgente da cui tutto ha origine.

E quando inizi a percepirti come parte di quella sorgente, comprendi che il campo non è limitato dallo spazio o dal tempo. Passato, presente e futuro non sono più vissuti come eventi separati e lineari, ma come possibilità già esistenti all’interno dello stesso campo di coscienza.

Per questo, quando invii un’intenzione da uno stato di profonda coerenza interiore, è come se entrassi in connessione con ogni cosa: con le persone, con i luoghi, con le esperienze e persino con quelle potenziali versioni del futuro che esistono già come possibilità presenti nel campo. L’intero campo risponde alla qualità del segnale che emetti.

E quando diventi parte della sorgente, non devi più inseguire disperatamente qualcosa all’esterno, perché ciò che desideri non è realmente separato da te: esiste già come potenzialità in attesa di essere riconosciuta, vissuta e attratta nella tua esperienza.

La coscienza nasce da un cervello coerente, ma è il cuore a dare forza a quel segnale. L’energia del cuore è amore, e l’amore puro è ciò che più si avvicina alla sorgente creativa.

Per questo, se impari a innamorarti emotivamente del futuro che desideri — sentendolo reale prima ancora che accada — inizi ad attirarlo verso di te attraverso il campo magnetico del cuore. —È stato osservato che il cuore genera un campo elettromagnetico che si estende ben oltre il corpo fisico fino e a 3 metri da esso.—

In questa visione, l’amore diventa la forza che unisce, connette e tiene insieme ogni cosa: la stessa energia invisibile che tiene unito l’atomo e che permette alla realtà di esistere come un unico sistema interconnesso.

Quando il cuore entra in uno stato di coerenza, anche il modo in cui ci relazioniamo alla realtà cambia profondamente. Più il tuo stato interiore è armonico, stabile e allineato, più smetti di vivere nella paura, nella mancanza e nella continua sensazione di dover rincorrere qualcosa all’esterno. In quello stato, la tua intenzione mentale e la tua energia emotiva iniziano a muoversi nella stessa direzione. È come se il segnale che invii diventasse più chiaro, più potente e più coerente con il futuro che desideri vivere. E invece di forzare continuamente gli eventi, inizi ad attirare esperienze, persone e opportunità che risuonano con quello stato interiore.

Quando esiste una corrispondenza tra la tua energia e una delle possibilità presenti nel campo, iniziano ad apparire coincidenze significative, sincronicità, incontri inattesi e opportunità che sembrano arrivare al momento giusto. Non si tratta di magia né di piccoli eventi superficiali: non sto parlando di trovare parcheggio o di manifestazioni banali. Sto parlando di cambiamenti capaci di trasformare radicalmente il modo in cui percepisci te stesso e la tua vita.

Ed è proprio qui che ci troviamo oggi come esseri umani: in un momento critico, perché la maggior parte delle persone non si rende conto del potere che possiede davvero. Vive identificandosi completamente con il passato, con le ferite, con i tradimenti, con gli errori e con tutto ciò che ha vissuto o ancora peggio emula le vite degli altri.

Ma quando una persona sperimenta davvero questo cambiamento interiore — quando vede materializzarsi nella propria vita qualcosa che prima sembrava impossibile — allora accade una trasformazione profonda: guarderà al proprio passato in modo diverso e improvvisamente quelle esperienze negative perderanno il potere di definirla. Quello è il momento in cui il passato smette di controllare il presente. Il momento in cui la persona non si percepisce più come vittima delle circostanze, ma riconosce dentro di sé qualcosa che aveva sempre saputo, anche se lo aveva dimenticato: di avere un ruolo creativo nella costruzione della propria vita, di essere lui il creatore del proprio universo.

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Triade Color Test Dinamico Flash nella vasca di Floating