salute, performance, crescita personale, neuroscienze Paolo Petracchi salute, performance, crescita personale, neuroscienze Paolo Petracchi

Burn In®: il Biohacking contro il Burn Out

Viviamo costantemente in modalità sopravvivenza: Stress continuo, notifiche incessanti, sovraccarico mentale, sonno disturbato, pressione costante alla performance.
Il mondo moderno ci mantiene in uno stato di attivazione permanente dove il cervello non ha più veri momenti di recupero.

Il risultato è il fenomeno ormai diffusissimo del Burn Out:
una condizione di esaurimento mentale, emotivo e fisico che porta a perdita di energia, difficoltà di concentrazione, ansia, infiammazione cronica e progressivo indebolimento dell’organismo.

Molte persone cercano di reagire aumentando la produttività o riempiendo ulteriormente le giornate di stimoli.
Ma spesso il problema non è la mancanza di motivazione.
È un sistema nervoso che non riesce più a rigenerarsi.

Il Burn In® è un nuovo approccio al benessere mentale e biologico

Negli ultimi anni sta emergendo un concetto opposto al Burn Out: il Burn In®.

Non significa “fare di più”.
Significa…

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Come Manifestare la realtà che vuoi

Nel regno quantico, non c’è separazione. Non c’è nulla di fisico, nulla di materiale, non c’è materia. Tutto ciò che avviene nella realtà tridimensionale è energia, frequenza, vibrazione, informazione. È coscienza. È pensiero… E’ quel campo invisibile di energia del quale Einstein disse “il campo è l’unica forza che governa la particella”. —Non disse che la particella controlla la particella.— Quindi, se potessi cambiare l’informazione nel campo, sarei in grado di influenzare la particella, la materia…

L’atomo è composto per il 99,99999% da energia e informazione. Non c’è praticamente nulla di fisico o materiale lì dentro: appena lo 0,00001% è massa. Quello che percepiamo quando tocchiamo una cosa è un campo elettrico generato dagli elettroni che si trovano in superposizione attorno al nucleo che respinge un altro campo elettrico generato dagli elettroni degli atomi delle molecole che costituiscono le cellule della nostra pelle: è un campo che si manifesta attorno al vuoto che separa quell’infinitesima quantità di massa concentrata nel nucleo dalla sua superficie degli orbitali elettronici. La probabilità che noi vediamo la “verità della realtà” è praticamente zero, perché stiamo osservando soltanto un piccolo spettro di frequenze: la luce visibile, quella dell’arcobaleno che rimbalza su una forma più stabile di energia chiamata materia, ci restituisce percettivamente questo ologramma, questa illusione di separazione che noi chiamiamo realtà ma che in effetti è fatta di vuoto.

Quindi, se usassi un modo per creare dal campo invece che dalla materia, mi avvicinerei alla sorgente e creerei da uno stato di completezza invece che dalla separazione, dovrei essere capace di accedere al campo stesso…

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