FFR+Floating: accompagnare il cervello verso il sonno

Credits to: Dr. Paolo Petracchi e Dr. Justin Feinstein

In questo articolo affronteremo l’FFR il Frequency Following Response ovvero quella caratteristica del nostro cervello di sintonizzare la propria attività su frequenze comprese nel suo range di funzionamento 0.5÷50 Hz quando è esposto a emissioni elettromagnetiche e/sonore in questo intervallo. In particolare ci soffermeremo sulle onde ELF 5-8 Hz all’interno dell’intervallo Theta che come abbiamo visto in post precedenti che potete trovare nelle referenze in fondo alla pagina, costituisce una sorta di condizione di funzionamento attraverso la quale scivoliamo nel sonno al disotto dei 4 Hz. Il non attraversamento dell’intervallo Theta comporta l’impossibilità di addormentarsi e l’insorgere di quelli che in prima battuta sono chiamati “problemi del sonno” ma che ben presto possono sfociare in insonnia conclamata. L’associazione tra Floating ed esposizione domestica a specifiche frequenze ELF rappresenta un approccio particolarmente efficace per favorire il rilassamento e migliorare le problematiche legate al sonno.

Il problema, a volte, non è dormire. È riuscire ad arrivare al sonno.

Chi soffre di difficoltà di addormentamento conosce bene questa sensazione.

Il corpo è stanco. È arrivato il momento di dormire. Eppure la mente continua a lavorare: pensieri, immagini, preoccupazioni, programmi per il giorno successivo.

Per comprendere cosa accade dobbiamo guardare più da vicino a come cambia l'attività elettrica del cervello durante il passaggio dalla veglia al sonno.

Il cervello, infatti, non passa improvvisamente dallo stato di veglia al sonno profondo. Attraversa una transizione.

Ed è proprio questa transizione che ci interessa.

Dal ritmo della veglia alle frequenze Theta

L'attività elettrica cerebrale può essere descritta attraverso oscillazioni che occupano differenti intervalli di frequenza.

Durante una condizione di veglia rilassata, soprattutto a occhi chiusi, è caratteristica una maggiore presenza di attività Alpha, approssimativamente compresa tra 8 e 12 Hz.

Quando iniziamo ad addormentarci, l'organizzazione dell'attività cerebrale cambia. L'Alpha tende progressivamente a ridursi e diventano maggiormente rappresentate oscillazioni più lente, comprese nella regione Theta, approssimativamente tra 4 e 8 Hz.

Con l'approfondirsi del sonno compaiono poi attività ancora più lente.

Possiamo quindi immaginare l'addormentamento non come un interruttore acceso/spento, ma come una discesa progressiva:

Veglia → rilassamento → Theta → sonno

La regione Theta rappresenta quindi una delle condizioni neurofisiologiche che caratterizzano la delicata frontiera tra essere svegli e iniziare a dormire.

Questo non significa che l'insonnia sia semplicemente una “mancanza di Theta”: l'insonnia è un disturbo complesso, nel quale intervengono sistemi circadiani, pressione omeostatica del sonno, stress, arousal fisiologico, comportamento e numerosi altri fattori.

Ma significa qualcosa di molto interessante: per addormentarsi il cervello deve riuscire a modificare il proprio stato di attività.

Ed è qui che entrano in gioco il Floating e il concetto di Entrainment by ELF.

Prima togliere il rumore: il Floating

Normalmente il cervello riceve continuamente informazioni.

Luce. Suoni. Temperatura. Pressione. Gravità. Posizione del corpo. Notifiche. Conversazioni. Movimento.

Anche quando crediamo di essere fermi, il sistema nervoso continua a elaborare una quantità enorme di informazioni provenienti dall'ambiente e dal corpo.

Il Floating-REST modifica radicalmente questa condizione.

Durante una sessione di Floating il corpo galleggia senza sforzo in una soluzione ad alta densità, mantenuta a una temperatura prossima a quella cutanea, all'interno di un ambiente nel quale luce, rumore e altri stimoli vengono drasticamente ridotti.

Per il sistema nervoso significa avere molto meno da elaborare.

La ricerca scientifica sul Flotation-REST ha documentato un marcato stato di rilassamento e ha studiato anche i suoi possibili effetti sul sonno.

Una revisione sistematica pubblicata sull'European Journal of Integrative Medicine ha esaminato nove studi che comprendevano variabili relative al sonno. Tutti riportavano qualche effetto favorevole, ma gli autori sottolineavano anche la qualità metodologica limitata di buona parte delle evidenze e la necessità di studi controllati migliori.

Una ricerca successiva condotta specificamente su persone con diagnosi di insonnia ha prodotto risultati più articolati: alcuni partecipanti hanno migliorato marcatametne la latenza di addormentamento e altri parametri del sonno, mentre altri non hanno mostrato miglioramenti significativi.

l Floating, quindi, sebbene nella maggior parte dei casi costituisca un valido metodo per migliorare la qualità del sonno e contrastare le difficoltà legate all’insonnia, non ha mostrato la stessa efficacia in tutti i soggetti: in alcuni sottogruppi, infatti, i miglioramenti osservati sono risultati limitati o non significativi.

Ed è proprio da questa osservazione che nasce la nostra ricerca.

E se, oltre a ridurre gli stimoli, fornissimo al cervello un ritmo?

In neuroscienze è noto che l'attività neurale può sincronizzarsi, in determinate condizioni, con stimoli periodici esterni.

Il fenomeno generale viene indicato con termini come neural entrainment, sincronizzazione o phase locking.

Nel sistema uditivo esiste inoltre un fenomeno molto ben documentato chiamato Frequency Following Response (FFR): popolazioni neuronali rispondono in maniera sincronizzata ad alcune caratteristiche periodiche dello stimolo acustico.

Il cervello è un sistema oscillatorio capace, in determinate condizioni, di rispondere alla periodicità proveniente dall'esterno.

Da qui nasce un secondo campo di ricerca: quello dell'interazione tra attività cerebrale e campi elettromagnetici a frequenza estremamente bassa, gli ELF – Extremely Low Frequency.

Diversi esperimenti hanno studiato se campi ELF possano modificare parametri dell'EEG. I risultati sono molto incoraggianti e si stanno portando avanti studi molto promettenti sulla creazione di protocolli terapici che sfruttano l'interazione tra campi magnetici a bassissima frequenza e attività neuroelettrica.

Perché proprio 7,83 Hz?

Qui arriviamo a una frequenza particolare: 7,83 Hz.

È la frequenza fondamentale associata alla cosiddetta risonanza di Schumann, una famiglia di risonanze elettromagnetiche naturali generate nella cavità compresa tra la superficie terrestre e la ionosfera.

7,83 Hz si trova inoltre vicino al confine superiore della banda convenzionalmente definita Theta 4÷8 Hz

La ricerca sulle interazioni biologiche della risonanza di Schumann dimostra che essa influenzi e regoli l'attività cerebrale e possa influisca sul sonno. Una review pubblicata nel 2025 su Electromagnetic Biology and Medicine ha esaminato proprio le ipotesi e le evidenze relative alle interazioni tra risonanze di Schumann, campi ELF e sistemi bioelettrici.

È all'interno di questo scenario scientifico che abbiamo sviluppato Floann® 7.83 HiFi Sleep BL.

Floating + 7,83 Hz: due interventi, una stessa direzione

L'idea alla base del protocollo è semplice.

Il Floating interviene soprattutto sull'ambiente: riduce gli stimoli.

Floann® interviene invece introducendo nell'ambiente un campo ELF periodico a: 7,83 Hz.

L'ipotesi che vogliamo sfruttare è che queste due condizioni possano lavorare nella stessa direzione: da una parte diminuire progressivamente il carico sensoriale e lo stato di attivazione; dall'altra esporre il sistema nervoso a una periodicità collocata nella regione Theta.

Non significa “costringere” il cervello a funzionare a 7,83 Hz, quanto piuttosto a mettergli a disposizione un riferimento frequenziale sul quale può sincronizzarsi.

L'idea è: creare un ambiente nel quale diventi più facile abbandonare progressivamente lo stato di veglia e avvicinarsi alle condizioni neurofisiologiche che normalmente accompagnano l'ingresso nel sonno.

Non cercare di dormire. Crea le condizioni perché accada.

È probabilmente questo il cambiamento di prospettiva più importante.

Quando non riusciamo ad addormentarci tendiamo a fare esattamente la cosa che mantiene il cervello attivo: cerchiamo di dormire.

Controlliamo l'ora. Ci giriamo nel letto. Pensiamo a quanto tempo ci rimane prima della sveglia. Ci preoccupiamo perché non stiamo ancora dormendo.

Aumentiamo proprio quell'attivazione dalla quale vorremmo uscire.

L'approccio che proponiamo è esattamente l’opposto.

Prima riduciamo drasticamente gli stimoli attraverso la pratica del Floating ed impariamo a lasciare andare e a non cercare di fare qualcosa.

Poi introduciamo una stimolazione ELF a 7,83 Hz, frequenza situata nella regione di confine tra Theta e Alpha che viene utilizzata a casa e che richiama lo stato theta come un riferimento frequenziale sul quale il nostro cervello può sincronizzarsi.

In pratica utilizziamo ciò che abbiamo imparato in 11 anni di attività sul rilassamento prodotto dal Floating, sulla transizione neurofisiologica verso il sonno e sui fenomeni di sincronizzazione neurale per creare condizioni favorevoli al passaggio dalla veglia al sonno.

È precisamente su questo principio che nasce Floann® 7.83 HiFi Sleep BL

Dopo migliaia di persone trattate abbiamo possiamo affermare che le problematiche relative al sonno sono state superate con successo entro le 2 settimane dall’inizio del percorso di 3 sessioni di Floating con protocollo 1, 4, 7 e l’utilizzo domestico di Floann® 7.83 HiFi Sleep BL .

Se anche tu hai problemi relativi al riposo, al sonno o addirittura soffri d’insonnia ti invitiamo a richiedere un consulto di 15 minuti con un nostro esperto cliccando sul tasto ed indicando quali sono i tuoi sintomi.

Riferimenti:

Avanti
Avanti

La Coscienza