QIH, meccanica quantistica, QFT, Coscienza Paolo Petracchi QIH, meccanica quantistica, QFT, Coscienza Paolo Petracchi

La realtà è un segnale

E se il tuo cervello non stesse semplicemente osservando la realtà, ma si stesse sintonizzando su di essa come un ricevitore? Ti sembra di essere dentro il tuo corpo e stai guardando verso un mondo solido e concreto. Ma se invece il tuo cervello stesse decodificando un segnale che diventa la tua esperienza? 

Nell'Olografia Quantistica dell'Informazione (Quantum Information Holography), l'universo non è costruito a partire dagli oggetti, ma dall'informazione. Quell'informazione esiste in forma di spazio e onde di probabilità, formando schemi attraverso l'interferenza, e quegli schemi diventano ciò che sperimenti. 

Tra ogni momento ed il successivo, quel campo si comprime, formando strutture simili a orizzonti, analoghi ai buchi neri. Su questi orizzonti, la radiazione di Hawking appare come coppie di cubit entangled che preservano l'informazione. Una parte cade verso l'interno, mentre l'altra rimane sulla superficie, rispecchiandone lo stato. 

Non stai vedendo qualcosa che sfugge: stai vedendo il suo riflesso, come se stessi osservando un film in uno specchio. Quell'orizzonte diventa la superficie di proiezione in cui l'informazione nascosta diventa fisica. I microtubuli nel tuo cervello leggono questi schemi e li trasformano in vista, suono, gusto, tatto ed emozioni. Essi dispiegano e traducono quelle frequenze nella realtà olografica che sperimenti. Come una radio, tutti i segnali sono sempre presenti, ma tu sperimenti soltanto quello su cui sei sintonizzato. 

 Il tuo cervello è quel ricevitore, e i diversi stati mentali si sintonizzano su schemi differenti…

Scopri di più

Esplorare sé stessi attraverso gli stati non ordinari di coscienza

Gli “stati non ordinari di coscienza”, o NOCS, sono quei momenti in cui la nostra percezione della realtà cambia, ci sentiamo diversi da come siamo normalmente e ci apriamo a esperienze che normalmente ci sfuggono. Il tema fu esplorato anche nel film di Ken Russell del 1984, “Altered States”, ma oggi sappiamo che questi stati non sono solo cinematografici: possono diventare strumenti potenti per esplorare noi stessi e persino per affrontare la depressione.

Quando entriamo in un NOCS, il nostro senso dell’io cambia insieme al nostro modo di percepire la realtà. Diventiamo “altro” per un po’, e questa alterazione può avvenire attraverso sostanze psicotrope, tecniche di respirazione, meditazione o deprivazione sensoriale. La coscienza non è un interruttore acceso/spento: è uno spettro con infinite sfumature, e i NOCS ci permettono di esplorare queste sfumature, sia attraverso iper-stimolazioni intense, come alcune tecniche di breathwork, sia attraverso ipo-stimolazioni, come il floating…

Scopri di più