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Floating Onironautica: la Pratica

Credit to Paolo Petracchi

Due anni or sono abbiamo scritto un interessante post su cosa siano i sogni lucidi e come sia possibile realizzare queste esperienze oniriche mediante l’utilizzo di particolari tecniche a cui vi rimando per avere un’infarinatura iniziale circa il significato e l’esperienza di avere un “Lucido”.

Ritorniamo su questo argomento perché riteniamo che imparare a fare sogni Lucidi sia un altro modo per interagire con il nostro inconscio, con il nostro io vero (Self), per conoscerlo e crearci un rapporto che può avere anche interessanti risvolti ludici.

Onironautica

Il sogno lucido è un’esperienza onirica nella quale pur rimanendo nel sogno, ci si risveglia e si ri-acquisisce la lucidità (da qui l’aggettivo “Lucido”) e la coscienza proprie del mondo reale e grazie a questa lucidità, intesa come capacità di eseguire la nostra volontà, esplorare il mondo onirico come se fosse il mondo reale.

Mi preme tuttavia ribadire che nulla avviene per nulla e l’onironauta, così si chiama colui che esplora il campo dei sogni lucidi, necessita di pratica, rigore e costanza ma con essi i risultati sono garantiti e tutti gli sforzi saranno ripagati pienamente da esperienze straordinarie.

Nel Sogno lucido si utilizza la nostra mente inconscia come un avatar liberato dai condizionamenti generati da esperienze maturate nel passato e dalle conseguenze che le azioni eseguite nel presente avranno sul futuro, facendogli prendere il controllo del sogno in modo da dirigerlo come un regista dirige un attore.

Per l’inconscio l’unica cosa che conta è il presente e il rapportarsi con esso è un viaggio introspettivo che si fa senza che esista un passato o un futuro, perché la nostra mente inconscia non li ha. Il “qui ed ora” della Mindfulness, della “meditazione cinese dell’illuminazione silenziosa” è questo: uno stato tale per cui ci si possa “interfacciare”, si possa interagire con la nostra parte inconscia per conoscere la nostra vera essenza nel momento presente. Il sogno lucido è quindi un’esperienza introspettiva che evidenzia la nostra vera essenza e ci aiuta a comprenderla.

Le vasche di Floating e lo stato mentale chiamato “theta” In cui ci si viene a trovare sono propedeutici proprio ad imparare a raggiungere il qui ed ora. L’ambiente che si viene a creare all’interno dei Floating Pod (così si chiamano le vasche in cui si pratica il Floating) gradualmente isola la nostra mente dalla sfera di interazione col mondo esterno permettendo un facile accesso e alla gestione del nostro inconscio; Imparare a condizionarlo, è la madre di tutte le tecniche di induzione di sogni lucidi.

In questo post esploreremo principalmente la tecnica WILD (Waked Initiated Lucid Dream) che praticheremo nelle vasche di Floating e la più semplice MILD (Mnemonic Induced Lucid Dreams) ovvero “induzione mnemonica di sogni lucidi” che fu sviluppata da Steven La Berge mentre investigava sulla possibilità di avere sogni lucidi a piacimento. Questa tecnica prevede di utilizzare la memoria prospettica allo scopo di avere sogni lucidi. 

"La memoria prospettica è una funzione preposta a definire degli schemi di azione in modo che l’ottimizzazione dei tempi e degli spazi, frutto della pianificazione, venga tradotta in atti concreti"

-Burgess e Shallice, 1991, 1997-

La Memoria Prospettica viene determinata quindi dalla Volontà di agire nel futuro e compiere un'azione specifica a un altrettanto specifico stimolo sensoriale. Ovvero si predispone l’impostazione o l’obiettivo di quello che si vuole sognare prima di farlo.

Ma come applicare questo ai sogni lucidi? Utilizzerete la memoria prospettica come “Data Entry” ovvero programmerete un’azione che eseguirete nel futuro. Ad esempio:

“durante la mattina definisco l’obiettivo (argomento, scopo, trama) del mio sogno lucido, e durante la notte lo eseguo”

Ovviamente potrete anche non programmare il tema, il frame, l’obiettivo dei vostri sogni lucidi e vi comporterete semplicemente come esploratori consapevoli di esplorare quell’incredibile mondo che inizierete anche voi a plasmare man mano che vi ci inoltrerete.

Si sogna in modo attivo solo durante la fase REM (Rapid Eye Movement) e questa, nei normali cicli del sonno della durata di 90 min, caratterizza la fine di ogni ciclo, aumentando in durata man mano che ci si avvicina al risveglio del mattino. Durante la fase REM il nostro cervello si riattiva dalla fase Delta NREM (Sonno 2 o 3) e ritorna a lavorare in Theta. Per avere un lucido dobbiamo imparare a scandire, a individuare in modo automatico queste fasi e costruire un meccanismo tale per cui, durante la veglia giornaliera, ogni 90 min, si possa fare un RC (Reality Check) verificando cioè di non stare sognano pur immaginandoci di starlo facendo -sembra una “supercazzola” ma credetemi non lo è-. Quando ad un certo momento il nostro inconscio si troverà nel sogno da solo senza la nostra parte conscia, senza quindi un riferimento, e senza rendersi conto che è in una dimensione diversa dalla nostra concreta realtà, questo condizionamento permetterà al nostro inconscio di rendersi conto (lucidità) di stare sognando e da lì di prenderne finalmente il controllo sogno.

Mantenere l’inconscio condizionato durante il giorno in modo da attivarlo all’interno dei sogni: più questo è condizionato da sveglio più possibilità avrai che il tuo inconscio si accorga che stai sognando mentre lo stai facendo.

Per attuare il condizionamento ci potrebbe venire in aiuto un beep del nostro cellulare programmato per suonare o vibrare ogni 90 min per ricordarci di fare il Reality Check,- si, lo so, è l’ennesimo condizionamento che subite durante la vostra giornata insieme a tutte le notifiche email, whatsapp, twitter ecc, ma questa volta è per uno scopo nobile, quello onirico e soprattutto avete scelto voi di attivarlo, tanto più che potrebbe poi anche costituire un modo per attivare l’entrata nel sogno lucido ovvero un EILD (External Induced Lucid Dream) all’ora giusta nel momento giusto dopo che avete analizzato e sapete esattamente quando cadrà l’inizio della vostra fase REM. Un consiglio: personalizzate il suono o la vibrazione in modo da renderlo diverso da tutti gli altri; Oramai tutti gli smartphone hanno applicazioni fornite con l’apparecchio che permettono di farlo.

Reality Check

verificate la presenza di segni o segnali che vi indichino di essere nel mondo onirico... Si, ma quali?

…Sogno o son desto?

In effetti come identificarli se non li conosciamo... Qui ci viene in aiuto il diario dei sogni - badate bene non diario dei desideri più o meno reconditi che ognuno di noi ha nascosto nel cassetto da qualche parte... ci siamo capiti...- Ma piuttosto un diario dove annotiamo tutto quel che ci ricordiamo dei sogni che facciamo.

Non vi ricordate i vostri sogni e pensate di non essere capaci di sognare? Tranquilli a meno che non soffriate di patologie gravi o non stiate assumendo particolarissimi farmaci che hanno quello come effetto collaterale, vi assicuro che siete perfettamente in grado di sognare e lo fate tutte le notti, solo che non ve lo ricordate. Ma vedrete che con il passare del tempo, la costanza e la determinazione, inizierete ad annotare alcuni ricordi: all’inizio poco articolati, poi man mano che continuerete a sognare e a ricordare, sarete in grado di annotare sempre più dettagli dei vostri sogni. Col tempo questi si faranno sempre più organizzati e dopo diciamo un paio di mesi, -si, vi serve questo tempo,- rileggendo il vostro diario, troverete degli indizi ricorrenti conosciuti anche come indizi onirici: cose o situazioni che nella maggior parte dei sogni si ripetono più o meno regolarmente, ad esempio: vedete sempre un orologio di una forma particolare, oppure vedete degli animali fantastici, un cappuccino, vi vedete sempre in corsa, ecc, insomma qualcosa di identificabile e ricorrente. Non è importante che sia bello, brutto, intelligente o particolarmente stupido da sognare, l’importante è che sia RICORRENTE. Bene, una volta individuati gli indizi fra questi sceglierete gli uno o due più ricorrenti e li utilizzerete nel vostro 90 min Reality Check in modo da verificare se siete consci o se state sognando. Lo farete ogni 90 min nella vostra vita reale con costanza e determinazione:

notifica ogni 90 min > fai il Reality Check

ovvero il Reality Check è the very moment in cui il tuo io inconscio mette in discussione il fatto di essere sveglio e ovviamente se non è sveglio realizza che sta sognando... Più tempo passiamo a mettere in dubbio la nostra realtà durante il reality check, più elevata è l’efficacia dell’esercizio.

Con l’andar del tempo il RC diventerà una routine che condizionerà la vostra mente inconscia e durante il vero sogno permetterà al vostro io inconscio di verificare se si trova effettivamente nel sogno e da li che esso possa prenderne il controllo (lucidità) seguendo gli obiettivi che vi siete dati e che quindi sono stati inseriti nella vostra memoria prospettica.

Un’alternativa agli Indizi Onirici per verificare che ci si trovi o meno all’interno di un sogno è il reality check fatto verificando uno STOP (Strange Things Out of Place) che ad esempio potremmo identificare con le lancette dell’orologio che girano a ritroso, o che osservandovi le mani queste abbiano più di 5 dita ciascuna, oppure che nell’ambiente in cui vi trovate ci sia una o più cose palesemente fuori posto o forma e che non trovano giustificazione nella realtà in modo che quando il vostro io onirico (io inconscio) si troverà nel sogno e verificherà la non realtà di quanto gli sta accadendo, questo prenda finalmente il controllo della realtà onirica.

Vi suggerisco poi un’ultima alternativa che per quanto mi riguarda con l’andar del tempo risulta molto più efficace delle precedenti anche se all’inizio è di più difficile e contorta attuazione: la forma Illusoria

Si basa su un particolare tipo di Yoga praticato dai monaci buddisti tibetani detto Yoga dei sogni. Il Dream Yoga infatti questa pratica utilizza i sogni per raggiungere l’illuminazione.

Secondo i Buddisti la realtà non è altro che una proiezione dalla nostra mente conscia.

Il metodo della forma illusoria consiste proprio nel considerare la nostra vita reale alla stressa stregua del sogno in questo caso il reality check assume una forma diversa, quella del raggiungimento della consapevolezza. Diventare più consapevoli della nostra vita reale ci aiuterà anche ad essere più consapevoli nella nostra vita onirica.

In effetti la nostra realtà è una proiezione frutto della gestione di stimolazioni sensoriali (segnali elettrici, vibrazioni) che, una volta elaborati dal nostro cervello vengono identificati e trattati come oggetti inseriti in qualcosa che chiamiamo realtà, proiettati nel futuro o rivissuti come situazioni del passato nella quale esiste e si esplicita il nostro io conscio, ma che in effetti potrebbe anche essere solo la grande illusione che si interpone fra il nostro io ed il raggiungimento della sua illuminazione... e chissà che il nostro io inconscio non vi sia molto più vicino dell’altro...

WILD (Waked Initiated Lucid Dream) nel Floating Pod

Se hai avuto la pazienza di seguirmi fino a qui e di sorbirti tutta la dissertazione sulla MILD che rimane comunque un’ottima base per conoscere il mondo dei Lucid Dreams, adesso ti confesso un segreto: puoi anche bypassare tutti i 2 mesi di annotazione degli Indizi Onirici e dei Reality Check e semplicemente imparare a gestiste la fase theta e la REM in modo consapevole con l’obiettivo di avere un sogno lucido ma all’interno dei Floating Pod.

L’ambiente in cui ci si viene a trovare mentre si pratica Floating trasporta la nostra mente in uno stato particolare chiamato Theta che nella norma attraversiamo mentre ci addormentiamo ed è caratteristico delle prime fasi del primo sonno, definito sonno leggero. E’ uno stato in cui perdiamo progressivamente la percezione del nostro corpo fino a rimanere solo mente, passando anche per momenti in cui possiamo avere la sensazione di cadere nel vuoto o di fluttuare come senza peso e in cui Il nostro io conscio perde i riferimenti con il mondo esterno in modo artificiale perché introdotto in un ambiente creato per trasportarlo in un’omeostasi sensoriale: una purificazione dalla base di stimolazioni che come abbiamo visto poco sopra viene elaborata dal nostro cervello ed inserita in quella che la nostra mente chiama realtà;

in teoria niente stimolazioni, niente realtà proiettata: accesso diretto alla parte inconscia.

Man mano che passiamo il tempo all’interno della vasca di Floating, in qutesta deprivazione sensoriale indotta, dobbiamo prestare attenzione a non muoverci e a non addormentarci, cioè a non fare quella transizione automatica da onde Theta (deprivazione sensoriale) a onde Delta (Sonno) che facciamo abitualmente nel nostro letto mentre ci stiamo appunto addormentando. Cerchiamo così di dormire un sonno “consapevole” senza staccare la nostra parte conscia, che rimarrà li in osservazione in attesa dell’inizio della fase REM (in cui il cervello ritorna a funzionare in Theta) dove passerà il testimone al nostro io inconscio che potrà risvegliarsi e pilotare il sogno. Prima di quel momento potremmo avere delle visioni psichedeliche di forme e colori che sono conosciute anche come immagini o illusioni ipnagogiche, sono un check point importante perché quando le vedrete vorrà dire che siete sulla buona strada.

L’importante è che tu nel frattempo rimanga fermo ed alterni momenti di veglia a momenti di sonno fino all’insorgere della fase REM vera e propria. Sognerai o almeno così ti parrà che succeda e con un minimo condizionamento iniziale e di programmazione degli obiettivi dei tuoi sogni potrai finalmente goderti il tuo io onirico nel paese delle meraviglie.

Keep Floating and keep Dreaming

Paolo Petracchi