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COS’È LO STRESS

. . . E PERCHÉ MANTENERE LIVELLI DI STRESS ELEVATO PER PERIODI PROLUNGATI È DANNOSO ALLA NOSTRA SALUTE.

Credits to: Dott. Matthew Starwood

Lo stress è la risposta fisica e mentale del nostro organismo ad una richiesta prestazionale quando questa richiesta non si può soddisfare con le risorse fisiche, cognitive e mentali disponibili. 

Lo stress non è per forza dannoso anzi, la sua presenza è necessaria per stimolare il cambiamento ed adeguare il nostro corpo e la nostra mente a sostenere la richiesta prestazionale: ad esempio si costruisce così la muscolatura. Una volta evidenziata la richiesta e l’inadeguatezza a darvi una risposta, il nostro corpo stimola il cambiamento attraverso la secrezione di Cortisolo e Adrenalina che a loro volta stimolano a cascata altre risposte in tutto il nostro essere.

 
 

Le risorse a disposizione del nostro organismo sono tuttavia limitate, per questo l’evoluzione ci ha dotati di un particolare sistema di risposta del sistema “para-simpatico” agli stati di stress che è ottimizzato per il breve periodo: il famoso "fight or flight” ("lotta o fuggi”). L’ottimizzazione delle risorse si esplica dal prediligere la funzionalità di certi apparati più utili a generare la risposta alla richiesta prestazionale a scapito di altri la cui funzionalità, non essendo utili a generare tale risposta, viene temporaneamente ridotta o totalmente disattivata. La tipica risposta "fight or flight" prepara il corpo al combattimento o alla fuga attivando il surrene, aumentando il ritmo cardiaco, il ritmo respiratorio, la pressione sanguigna, ma deprime la funzionalità di apparati come il sistema immunitario che risultando inutili per ottenere la risposta richiesta possono venir “attenuati” per un breve periodo senza causare danno all’organismo, cioè per il tempo necessario alla lotta o alla fuga ovvero qualche minuto.

Il problema risiede nel fatto che tutti gli stati di stress sono riconducibili al meccanismo fight or flight e qualsiasi risposta ad una richiesta prestazionale, anche se solo cognitiva/mentale, genera un aumento della secrezione del Cortisolo e dell’Adrenalina a discapito della funzionalità del sistema immunitario. Se lo stato di stress permane per un "ragionevolmente breve periodo", la disfunzionalità del sistema immunitario non genera conseguenze, al contrario se lo stato di stress permane per lunghi periodi e/o diviene uno status quo il nostro corpo perde il suo equilibrio (l’omeostasi) e diventa progressivamente sempre più propenso ad ammalarsi, non solo a causa di infezioni provenienti dall’esterno/interno, ma soprattutto diventa incapace di tenere sotto controllo l’eliminazione di cellule deformi o disfunzionali facendoci ammalare di malattie autoimmuni o addirittura di cancro.

 
 

Non è strano accorgersi che siamo più portati a prenderci un "malanno di stagione" quando siamo stanchi e/o reduci da un periodo di elevate richieste prestazionali, pensate a quando vine fuori l’herpes labialis, la famosa “bollicina" tanto fastidiosa quanto antiestetica che si manifesta tipicamente sulle labbra. Di Herpes non si guarisce, sta annidato fra i nostri fasci nervosi, e non si manifesta quando siamo in condizioni di “buona salute” ovvero quando il nostro sistema immunitario riesce a mantenere tutte le infezioni sotto controllo (omeostasi), ma viene fuori quando il nostro sistema immunitario è stato depresso per qualche motivo che solitamente è riconducibile a quello che noi comunemente definiamo "stress”.

Senza volersi addentrare nella PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia) che probabilmente rappresenta una delle più importanti unificazioni di 4 branche della medicina con l’obiettivo di affrontare le patologie dell’essere umano visto come un’unica (Holos) entità piuttosto che volerle trattare separatamente ignorando le interdipendenze fra Psiche, Sistema Nervoso, Sistema Endocrino e Sistema Immunitario), una delle conclusioni che si può trarre da quanto esposto sopra è che lo stress è necessario ed utile ma quando permane per troppo tempo è assolutamente deleterio.

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Nel 1955 John P. Lilly, uno psichiatra Statunitense, ideò un metodo per portare il nostro corpo in uno stato di totale isolamento dagli stimoli provenienti dai nostri sensi perché si accorse che questo determinava il completo rilascio della muscolatura, il rallentamento delle onde celebrali, l’ingresso in uno stato di profondo rilassamento e l’abbattimento degli ormoni dello stress Cortisolo e Adrenalina anche del 35%. Il metodo della Deprivazione Sensoriale veniva praticato immergendoci supini in una vasca contenente una soluzione salina di acqua e solfato di magnesio che veniva mantenuta alla temperatura della superficie della pelle in assenza di suoni e luce. Questa metodologia si è poi evoluta fino ai nostri giorni ed è oggi conosciuta più come “Floating” dalla sensazione di fluttuazione che si viene a generare nella nostra mente mentre coccolati dal silenzio più assoluto ci rilassiamo profondamente in questa soluzione salina che ci avvolge come un caldo abbraccio. Un ambiente ideale per abbattere lo stress in modo completamente passivo, rilassandoci, riposando corpo e mente, rigenerando le nostre potenzialità e riconnettendosi con il nostro io più profondo...

 
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Ovviamente le attrezzature si sono evolute moltissimo da quegli anni per dare a tutti la possibilità di praticare questa tecnica di “riequilibrio” e recupero sia fisico che mentale. I moderni centri Floating come Floating Flo a Firenze dispongono di Pod innovativi realizzati per massimizzare i benefici del trattamento.